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lunedì 10 gennaio 2011

Segnali di vita nei cortili e nelle case all'imbrunire, le luci fanno ricordare le meccaniche celesti.

Riprendere a lavorare dopo molti giorni di vacanza e farlo a ritmo lento. Pensare tristemente che per 8 ore non potrò uscire dall'ufficio mentre fuori c'è un mondo che invece si muove e che vive. Avere la consapevolezza del fatto che, ad esempio se per assurdo passasse Carmen Consoli sotto il mio ufficio e io avessi la fortuna di accorgermene, potrei al massimo scoppiare interiormente dalla gioia e affacciarmi 5 minuti dal balcone per prolungare la sua visione ma poi dovrei tornare a sedermi alla mia scrivania facendo finta di niente.

Arrabbiarmi perché credo di dover telefonare per sollecitare un'email promessa e invece riceverla nel momento esatto in cui sto prendendo il cellulare in mano.

La sera dopo aver mangiato, spegnere la luce e, con la televisione in sottofondo, attaccarmi al termosifone della sala. Guardare le case di fronte in cui c'è la luce accesa e immaginare la biografia, le abitudine, i rituali, i desideri, i motivi di frustrazione, le speranze di coloro che ci vivono.

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