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venerdì 11 febbraio 2011

Posso udirli dal mio nascondiglio, attraverso un sottile spiraglio.

Uscire dall’ufficio durante la pausa, dopo qualche giorno in cui invece ho mangiato alla scrivania, e imbattermi in un volto amico. L'ho seguito fino a che ho potuto e con tristezza l'ho visto perdersi tra l'andirivieni degli impiegati della zona.

Amare i freddi venti del Nord che, come a Vianne di “Chocolat”, mi parlano di città ancora da visitare, amici bisognosi da scoprire, battaglie da combattere.

Avere sentimenti e stati d'animo mutevoli e fluttuanti.

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